“Gli INSEGNANTI mi dicono che…”
…sono troppo frettoloso o lento;
…sono svogliato, distratto, non mi impegno abbastanza… ma sono intelligente;
…dimentico di portare a scuola il materiale necessario;
…mi muovo continuamente sulla sedia o pasticcio sempre con le mani;
…chiedo troppo spesso di andare in bagno o di uscire;
…spesso mi vedono stanco;
…sono incostante ed ho risultati scolastici altalenanti;
…non prendo mai appunti e non mi impegno a copiare ciò che è scritto alla lavagna;
…mi devono richiamare troppo spesso;
…non termino mai i compiti e cerco sempre delle scorciatoie o delle scuse…
“I miei GENITORI mi rimproverano che…”
…ho risultati scolastici troppo scarsi anche se sono intelligente, vivace e creativo;
…mi stanco troppo presto, perché non sono tenace…
…sono troppo confusionario: in camera mia regna il caos, il mio zaino è pieno di cose inutili mentre manca sempre qualcosa di indispensabile;
…confondo gli impegni di un giorno per quelli di un altro dimenticandone alcuni importanti, ecc…;
…non mi concentro abbastanza e mi lascio distrarre da tutto;
…mi arrendo troppo facilmente di fronte alla più piccola difficoltà e dovrei avere più fiducia in me;
…non ho mai voglia di fare i compiti….
“Ma NESSUNO ha capito che…”
…mi stanco molto facilmente quando devo leggere e scrivere, e quindi posso sembrare svogliato;
…non faccio apposta a dimenticare il materiale necessario per la scuola;
…cerco sempre di concentrarmi ma dopo poco mi sento molto stanco;
…cerco di organizzarmi ma quando devo leggere un testo spesso le lettere sembramo confuse;
…devo ragionare troppo su come si scrivono le parole;
…quando mi danno poco tempo per fare i compiti a casa o a scuola, non riesco mai a finire e vado in ansia;
…non prendo gli appunti a scuola perché non riesco ad ascoltare e scrivere contemporaneamente;
…a volte penso di non essere intelligente come gli altri e mi scoraggio quando mi accorgo che le cose semplici per i miei compagni per me sono difficili;
…se chiedo di uscire spesso dalla classe è perché in quel momento sono veramente stanco ed ho bisogno di “staccare la spina”;
…ho bisogno di avere un po’ di tempo per i miei svaghi e non solo per fare i compiti.
Questa è la storia di Diego, ragazzo dislessico di 16 anni…
Ma cosa sono i Bisogni Educativi Speciali?
La realtà scolastica, al giorno d’oggi, si trova a doversi confrontare sempre più spesso con la presenza di alunni con Bisogni Educativi Speciali, ossia alunni che, pur non essendo in possesso di una diagnosi medica o psicologica o di una certificazione, presentano comunque delle difficoltà tali da richiedere un intervento educativo e didattico personalizzato ed individualizzato.
La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 (“Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione”) e la successiva Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 hanno voluto estendere il campo degli interventi e della responsabilità della scuola rispetto all’individuazione di situazioni di svantaggio scolastico e all’inclusione di tutti gli allievi con bisogni educativi speciali (BES). Questo acronimo non si riferisce a una categoria clinica ma ad una categoria di bisogni riferiti ad alunni che per motivi transitori o permanenti, di natura fisica, biologica, fisiologica, psicologia o sociale, necessitano di un intervento adeguato e personalizzato da parte della scuola.
L’area dei Bisogni Educativi Speciali comprende tre categorie:
Non si può parlare di “diagnosi BES” perché all’interno di questa categoria rientra un gruppo fortemente eterogeneo di persone, sia con diagnosi, sia senza. In sintesi si può affermare che a livello concettuale DSA e BES differiscono per essere rispettivamente una categoria diagnostica e una categoria “scolastica”.
Cosa sono invece i Disturbi Specifici dell’apprendimento?
D: Disturbo dello sviluppo, dovuto ad un’anomalia costituzionale (disfunzione neurobiologica congenita), non riconducibile a fattori esterni come svantaggio socio-culturale o bassa scolarizzazione.
S: le difficoltà interessano uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale (il QI deve essere infatti nella norma).
A: Risultano compromesse le abilità relative agli apprendimenti con manifestazioni di difficoltà eterogenee.
Tra i DSA rientrano:
Un bambino o ragazzo dislessico può leggere e scrivere, ma non può farlo in maniera automatica come gli altri; leggere e scrivere gli costa molta più fatica e impegno, quindi si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro con i programmi.
Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come:
Si possono incontrare anche difficoltà nell’apprendimento delle tabelline, dei segni matematici e di alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana o i mesi dell’anno. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in abilità motorie fini (ad esempio allacciarsi le scarpe), nel calcolo, nella capacità di attenzione e di concentrazione.
È importante ricordare che i diversi DSA si trovano frequentemente in associazione sia tra loro, sia con altri disturbi come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), Disturbo dell’Apprendimento non Verbale, Disturbo della Coordinazione Motoria, Disturbo del Linguaggio. Tecnicamente questa compresenza viene definita Comorbidità.
Se la Direttiva Ministeriale non obbliga la scuola a formalizzare un PDP (Piano Didattico Personalizzato) in situazione di BES; in caso di certificazione DSA la scuola deve formalizzare gli interventi di personalizzazione della didattica attraverso un PDP. E’ un contratto tra famiglia, scuola e istituzioni socio-sanitarie, per organizzare un percorso mirato nel quale vengono soprattutto definiti gli strumenti compensativi e dispensativi che aiutano alla realizzazione del successo scolastico degli studenti con DSA. Per ciascuna materia devono infatti essere individuati gli strumenti dispensativi e compensativi più efficaci per consentire allo studente il raggiungimento degli obiettivi alla pari dei compagni.
La Direttiva Ministeriale del 2012 prevede per i BES l’utilizzo di tutte le misure di intervento previste per i DSA ma è la scuola a decidere quali misure attuare e come formalizzarle.
Riepilogando: correlazione tra difficoltà e misure compensative e dispensative
| lentezza ed errori nella lettura e difficoltà nella comprensione del testo |
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| eseguire nello stesso tempo due “procedimenti” come ascoltare e scrivere, ascoltare e seguire un testo scritto |
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| ricordare i nomi dei tempi verbali e delle strutture grammaticali italiane e straniere, dei complementi |
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| disortografia e/o disgrafia |
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| Discalculia o nel memorizzare: tabelline, formule, procedure |
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| nell’espressione della lingua scritta |
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| nell’esposizione orale |
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| stanchezza e perdita di concentrazione |
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| nell’apprendimento nella lingua straniera |
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Caratteristiche specifiche per le singole materie:
La parola vincente è flessibilità!
In generale è molto importante:
Tecniche di memorizzazione:
Le mnemotecniche sono startegie per migliorare la propria memoria utilizzando indici di richiamo più facili da ricordare:
Esistono poi metodi visivi: si possono usare i colori per dividere le informazioni in categorie. Ad esempio per storia, usare colori diversi per date o personaggi importanti. O si possono attaccare post-it in un punto in cui si passa spesso, come sulla porta della camera o sul frigorifero, leggerlo ogni volta che si passa di fronte. Evidenziare le parti più importanti, cercare parole chiavi importanti, evidenziarle, memorizzarle per prime e poi passare al resto del testo
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